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Riduzione dei servizi

Sede INAIL di Rovigo e Belluno verso il declassamento? I sindaci: “Inaccettabile”

I primi cittadini sottolineano il rischio di veder indebolito il ruolo di servizio al territorio che INAIL ricopre con diverse progettualità e il legame con le aziende e i professionisti.

Sede INAIL di Rovigo e Belluno verso il declassamento? I sindaci: “Inaccettabile”
Attualità Rovigo, 15 Giugno 2021 ore 17:32

Preoccupazione per un presunto nuovo declassamento delle sedi INAIL di Belluno e Rovigo.

Sede INAIL di Rovigo e Belluno verso il declassamento?

Aumenta la preoccupazione da parte dei sindaci di Rovigo e di Belluno circa la voce su un possibile nuovo declassamento delle sedi INAIL. Il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, e il primo cittadino di Rovigo, Edoardo Gaffeo, esternando le preoccupazioni circa il futuro delle sedi INAIL di Belluno e di Rovigo che sembrano destinate a un declassamento da parte della direzione regionale, affermano:

"In questi giorni corre la voce di un possibile, nuovo declassamento delle sedi INAIL di Belluno e Rovigo che, se corrispondesse a verità, sarebbe un'inaccettabile riduzione dei servizi per questi territori. Chiediamo quindi che si faccia luce su questo, per dare tranquillità ai dipendenti e la giusta dignità ai cittadini ".

Già nel 2014, la sede provinciale bellunese aveva subito una prima riduzione di servizi, passando da “classe A” a “classe B”.

Ulteriore passo indietro

Ora, sembra che possa esserci un ulteriore passo indietro per gli uffici di Belluno e Rovigo, che potrebbero passare in “classe C” a fronte del mantenimento di una classe superiore in città come – per restare nelle vicinanze - Bassano del Grappa o Conegliano. I sindaci di Belluno e Rovigo hanno sottolineato:

"Crediamo che, senza nulla togliere alle professionalità che vi operano, sarebbe assurdo un assorbimento delle funzioni della sede provinciale di città capoluogo come Belluno o Rovigo da parte di una realtà lontana e diversa, come invece pare previsto dal nuovo piano regionale. Tra l'altro i numeri dei nostri uffici INAIL sono in linea con quelli delle altre sedi di classe B proprio perché si tratta di un'unica sede provinciale; Belluno e Rovigo sono le due sole realtà venete che hanno un unico centro INAIL nel loro territorio, e rischiano di essere ulteriormente penalizzate da questa 'razionalizzazione', nonostante le rassicurazioni arrivate dalla direzione regionale".

I primi cittadini sottolineano poi il rischio di veder indebolito il ruolo di servizio al territorio che INAIL ricopre con diverse progettualità e il legame con le aziende e i professionisti, che sarebbero costretti a confrontarsi con realtà lontane territorialmente e che rispondono a logiche economiche e organizzative diverse.

Servizi per le imprese

Massaro ha inoltre sottolineato:

"Pur avendo le stesse caratteristiche di province come Trento, Bolzano, Aosta o Pordenone, Belluno è l'unico territorio interamente montano a statuto ordinario che non gode di particolari forme di autonomia o di finanziamento. E' però evidente che non si può continuare così, perché il Bellunese non può essere governato con le stesse logiche della pianura: sono tante e marcate le differenze tra la montagna e la pianura, e la logica dei costi standard e dei tagli orizzontali qui non può continuare ad essere applicato".

Gaffeo ha ribadito:

“Chiediamo con forza, che le sedi istituzionali che forniscono servizi per le imprese e per i lavoratori infortunati, rimangono funzionanti nel nostro territorio al fine di interrompere una sequenza di depauperazione che negli ultimi anni ci ha coinvolti. Evidenzio inoltre, che la sede di Rovigo ha una competenza provinciale, il cui territorio ha caratteristiche di particolari distanze tra gli estremi che vanno dal basso all'alto Polesine. Questo rende particolarmente importante mantenere pienamente funzionale la sede a Rovigo, città capoluogo di provincia. In merito abbiamo già inviato una nota al Ministro del Lavoro e ai vertici di INAIL”.

I sindaci hanno concluso:

"Crediamo che, a fronte del dramma della pandemia che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo e della prossima ripartenza di tutti i settori economici e produttivi, ridurre servizi come questi nei territori periferici sia una scelta inaccettabile ed illogica. Facciamo quindi appello a tutti i nostri rappresentanti a Roma affinché facciano sentire la loro voce e impediscano l'ennesima mazzata per cittadini e lavoratori".