Polesella

Bandabardò da sold out nel giardino di Villa Morosini

L’apertura del concerto era affidata al solido Andrea Brunini, cantautore indie folk della provincia di Lucca, che ha eseguito in acustico con voce e chitarra alcuni brani, tratti, tra l’altro, dal suo album "Altamente infiammabile"

Bandabardò da sold out nel giardino di Villa Morosini
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Pienone di gente da ogni dove, come ai tempi prepandemici. Tra ville e giardini, la rassegna di eccellenza della Provincia di Rovigo, Ente Rovigo Festival e 15 Comuni, ieri sera (16 luglio) ha acceso di festosità il giardino di Villa Morosini a Polesella, col concerto del trentennale della Bandabardò.

Bandabardò da sold out nel giardino di Villa Morosini

“Siamo orgogliosi di far parte di questa rete consolidata, che tutti gli anni ci aiuta a conoscere perle architettoniche e paesaggistiche della nostra bella provincia, forse poco conosciuta – ha esordito il sindaco Leonardo Raito, salutando il numeroso pubblico. – Ci fa piacere avere l’apprezzamento degli artisti che vengono ad esibirsi, i quali esprimono meraviglia per i luoghi e per l’accoglienza calorosa del pubblico. E che il Polesine risponda con così grande partecipazione a questa iniziativa. E sono doppiamente orgoglioso di avere la Bandabardò, che seguo da anni”.

“La longevità di questa manifestazione vicina al quarto di secolo dovuta all’interesse del pubblico – ha affermato la delegata alla Cultura, Lucia Ghiotti salutando a nome della Provincia di Rovigo – fa sì che possiamo andare a bussare alla Fondazione Cariparo, che ringrazio pubblicamente (fra il pubblico Roberto Saro, ndr) e alla Regione Veneto. Ogni anno è un’avventura per proporre spettacoli interessanti e meno conosciuti, fuori dagli schemi tradizionali. Le atmosfere particolari di corti e giardini fanno sì che la manifestazione sia veramente una promozione al territorio”.

“Questa sera presentiamo un pezzo di storia della musica italiana – ha annunciato infine il direttore artistico Claudio Ronda. – Tutto il cartellone è così caratterizzato. In un’offerta che si consuma velocemente, in cui artisti che si ricordano il tempo di una stagione, poter vantare trent’anni di storia è sicuramente qualcosa di molto pregevole”.

Pregevole lo è la Bandabardò, che da maggio sta portando in giro questo spettacolo, fatto di aneddoti e racconti di carriera, combinati con i brani storici, in versione originale. “Un libro suonato”, appunto. Che promuove il libro cartaceo “Se mi rilasso collasso” (Baldini Castoldi), uscito a marzo.

L’apertura del concerto era affidata al solido Andrea Brunini, cantautore indie folk della provincia di Lucca, che ha eseguito in acustico con voce e chitarra alcuni brani, tratti, tra l’altro, dal suo album “Altamente infiammabile” (2023, Amazon).

Poi sono entrati i quattro “ragazzi” della Bandabardò, capelli lunghi e tatuaggi, sempre uguali a se stessi: un Finaz Alessandro Finazzo in grande spolvero, lanciato in arpeggi, riff e distorsioni varie con la chitarra amplificata e voce limpida, pronto a battute e rimpalli con i compagni; a stretto giro di ruota Orla Andrea Orlandini, sempre con voce e chitarra, massacrato dal caldo e dalle zanzare, come gli altri, ma meno stoicamente; le inossidabili linee ritmiche, Nuto Alessandro Nutini alla batteria e Don Bachi al basso: e che basso! Una tanica Bianca riutilizzata come strumento musicale.

Pubblico cantante fin da subito: le conosceva tutte, quelle canzoni che sembravano uscire dal vaso di Pandora della musica anni Novanta. Inquilina, “Cafè d’hiver”, Cohiba, Sciopero, Vento in faccia. Incroci di rock con melodie world music dalle Americhe al Mediterraneo.

Nei racconti non manca Enrico “Erriquez” Greppi, co-fondatore e ispiratore della Bandabardò, prematuramente scomparso nel 2021, ma ancora lì sul palco, insieme ai compagni di oltre 500 concerti in giro per il mondo. Quel mondo che si affacciava ad internet e alla globalizzazione, ma non vi era ancora entrato appieno, suscitando la protesta No global; che suonava dal vivo e ascoltava i vinili; che riempiva i locali di idee e progetti.

Tutto visto attraverso i finestrini del furgone mentre si va in tour, con una band che non fa musica militante, ma vive nel proprio tempo. Si ascolta musica o si legge, di tutto, saccheggiando gli autogrill. E quando comprano il nuovo fumetto di Bonelli, Gea (di Luca Enoch, pubblicato a partire dal luglio 1999) che sopresa, vedere che la protagonista suona il basso, cantando “Ubriaco canta amore”. Un viaggio indimenticabile nel Chiapas in piena crisi zapatista col governo messicano (1994) suggerisce Manifesto, ancora oggi un inno alla libertà.

La gente canta, fa i cori, batte le mani. Il quartetto non si risparmia. “7 re”, “Balla ancora”, “Ca plan” e per finire, un brano che è un motto: “Bisognerebbe fare sempre sogni grandiosi”. E bis infinito con “Se mi rilasso collasso”.

Tra Ville e Giardini XXIV è promossa ed organizzata da Provincia di Rovigo in ambito RetEventi, co-finanziata da Regione del Veneto, sostenuta da Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, con l’organizzazione tecnica di Ente Rovigo Festival, direzione artistica di Claudio Ronda, e la partnership dei Comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Badia Polesine, Canda, Castelmassa, Ceneselli, Corbola, Ficarolo, Frassinelle, Fratta Polesine, Lendinara, Polesella, Porto Tolle, Rovigo e San Bellino.

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