Riapertura

Zaia su Fase 2: “Non permettetevi di dire che metto a rischio la salute dei veneti”

Il Governatore sbotta: "Non siamo degli irresponsabili". Intanto i dati definitivi dalle case di riposo: il 74% a zero contagi.

Zaia su Fase 2: “Non permettetevi di dire che metto a rischio la salute dei veneti”
Rovigo, 20 Aprile 2020 ore 15:18

Punto stampa da Marghera con focus su riapertura e Fase 2, ma anche sulla nuova app in fase di sperimentazione.

I numeri aggiornati

Esordio di conferenza stampa come di consueto con la panoramica sui numeri aggiornati: 260.810 tamponi effettuati in Veneto, 11.658 persone in isolamento, con 16.127 positivi (“Campania non ha fatto stessa percentuale di tamponi, non si possono paragonare due realtà”, ha puntualizzato Zaia), ricoverati 1.453 (+5 rispetto a ieri), 2.117 dimessimorti 939 in ospedali (1.112 totali), +21 rispetto a ieri, 67 nati. In particolare sono come detto 16.127 i tamponi positivi (+ 192 rispetto a ieri), cala a 180 (-4 rispetto a ieri) il numero dei ricoverati in terapia intensiva.

“Non sono un irresponsabile”

Poi il Governatore si è lasciato andare ad alcune considerazioni:

“Il virus c’è, non è andato via… non vorrei essere frainteso. Su riapertura, non c’è ancora nessuna decisione. Ricordo che è il Governo che decide, ma la posizione del Veneto è: ‘Se Governo decide che con gradualità si riapre, noi ci siamo‘, ma senza prescindere dal fatto che ci sia accordo con datori lavoro e parti sociali, percorso da fare assieme. Vorrei dire che noi non siamo irresponsabili, diciamo che l’apertura è una fase di convivenza con il virus, come per le comunità cinesi che ci sono passate prima. Col virus bisogna conviverci, una settimana o due di attesa in più non cambia nulla: aspettare ancora non serve”.

Pubblicità progresso

E per farsi capire meglio Zaia ha lanciato uno pseudo-slogan:

“Attento perché la morte è dietro l’angolo”: sarebbe questo lo slogan di una eventuale pubblicità progresso. Fase di convivenza non vuol dire liberi tutti, ci vuole mascherina. Noi abbiamo avuto i medici in trincea che, utilizzando mascherine, si sono contagiati all’ 1,3%. Finiamola coi tutorial della fiamma accesa o spenta, sono ridicoli. Ci vuole responsabilità assoluta in questa fase di convivenza. Che non passi l’idea che mettiamo a repentaglio la salute dei cittadini per “Dio denaro”, non vi permettete di dire che viene privilegiato il business.

La App per tracciare

Un capitolo importante è stato dedicato alla sperimentazione della nuova App per tracciare i movimenti dei potenziali contagiati:

“Su App siamo dell’idea che debba essere unica a livello nazionale, ma stiamo provando a elaborarne una regionale – ha detto Zaia – Funziona che ogni persona si scarica app e si registra con mail e codice fiscale e accade che con bluetooth acceso vengono tracciate connessioni tra vari bluetooth, se uno è positivo abbiamo già i suoi contatti entro 5 metri e andiamo a tamponarli tutti: è modello il coreano. Adesione volontaria ma fino a un certo punto, c’è di mezzo la salute pubblica”.

Case di riposo: i dati

Su 330 case di riposo in Veneto, quelle a zero contagi sono risultate 244 (il 74%). Lo ha confermato l’assessore Lanzarin:

“Abbiamo ultimato il giro in strutture per anziani, abbiamo numeri completi e oggi il dato dice che ci sono 2.154 persone positive tra gli ospiti (6,4%), mentre 1.003 operatori positivi (molti in isolamento asintomatici), il 3,2%. Il 74% non ha nessun caso di positività”.

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