Tragedia sfiorata

Vogliono uccidere migranti con una bomba: ma l'ordigno colpisce famiglie di italiani

Gli attentatori sono stati presi: sono tre giovanissimi italiani residenti nel Rodigino

Vogliono uccidere migranti con una bomba: ma l'ordigno colpisce famiglie di italiani
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Un potente boato. Un frastuono, al quale ha fatto seguito la distruzione delle finestre, finite in frantumi, il crollo di parte di una palazzina, la paura, il terrore. Era il 31 marzo 2023, da poco passate le 22, quando una serata tranquilla si è trasformata in un vero e proprio incubo.

Vogliono uccidere migranti con una bomba

Una bomba carta, lo ricorderete, fu lanciata contro una palazzina di via Dogana a Cavanella Po, una palazzina che in parte era occupata dai profughi ospiti della coop che accoglie stranieri a Borgo Fiorito. Un gesto violento, più che un atto intimidatorio, alimentato dal razzismo, che ha colpito non solo gli “obiettivi”, ma anche i vicini di casa. Vicini che si sono trovati, in pochi minuti in un vero e proprio inferno.

E se non si è trattato di una strage, è stata solo fortuna. La situazione di Cavanella Po è di certo delicata, con un’altissima presenza di profughi a fronte di una limitata popolazione di residenti. E la percezione, come riporta il Corriere Veneto, dei pochi “rimasti”, è quella di vivere in una sorta di ghetto.

Un ghetto, però, in cui la convivenza tra italiani e stranieri non aveva mostrato limiti o messo in evidenza situazioni di estrema criticità. C’era civiltà, sintetizzando il racconto dei superstiti di quell’agguato razzista. C’era civiltà prima di quell’inferno. A causa di quell’attentato anche alcuni italiani hanno subito danni incalcolabili.

Ma l'ordigno colpisce famiglie di italiani

Alla fine, infatti, la bomba non è esplosa lì dove gli attentatori avrebbero voluto… ma ha colpito ignari residenti, mettendo a rischio anche la vita di alcuni minori. Fu scelto un orario dai responsabili, le 22, dicono gli inquirenti, proprio per avere la certezza di colpire più severamente, potendo contare magari su un intervento meno tempestivo dei soccorritori e delle Forze dell’ordine.

La deflagrazione dell’ordigno provocò la distruzione del portone d’ingresso, e furono colpite ben sei appartamenti tra il primo e il secondo piano. E oggi, come si vive a Cavanella? Il sindaco di Adria, Massimo Barbujani, ha rassicurato che gli sforzi della Giunta siano tutti convergenti su un drastico aumento di sicurezza della zona, della frazione adriese.

Quella frazione che per molti, una ventina di anni, fa, rappresentava un porto sicuro, un luogo ideale, una “casa”. E che invece, lo scorso marzo, si è colorata con le tinte forti della rabbia, della violenza, del razzismo. Di buono c’è un aspetto, se così si può dire. I responsabili del vergognoso agguato sono stati presi.

Giovanissimi, italiani e razzisti

Si tratta di tre giovanissimi italiani di 21, 22 e 23 anni, tutti residenti tra Porto Viro, Taglio di Po e Loreo. Le accuse a loro carico sono pesantissime: delitto contro la pubblica incolumità mediante violenza con il movente xenofobo e razzista. Ora si trovano ai domiciliari e sono a piede libero altre due persone, ma indagati.

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