Cronaca
OPERAZIONE “MAGIRUS”

Smantellata la banda dei catalizzatori che ha seminato il panico nel Rodigino

Quattro persone sono in carcere e una è agli arresti domiciliari per furto aggravato in concorso...

Smantellata la banda dei catalizzatori che ha seminato il panico nel Rodigino
Cronaca Rovigo, 03 Giugno 2022 ore 14:51

Nella mattinata di venerdì 29 aprile 2022, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Rovigo, unitamente a personale dei Comandi Compagnia Carabinieri di Rovigo, Castelmassa, Adria e Chioggia (VE), a conclusione di una articolata attività investigativa hanno dato esecuzione a cinque misure cautelari, emesse dal G.I.P. presso il Tribunale della Repubblica di Rovigo (Dott. Pietro Mondaini), nei confronti di altrettanti soggetti (quattro uomini e una donna) residenti in Provincia di Rovigo e di Venezia, ritenuti responsabili di circa quaranta furti, in particolare sei mezzi d’opera e svariate marmitte catalitiche da autovetture lasciate in sosta, commessi nelle Province di Rovigo, Venezia, Ferrara, Padova e Bologna.

Smantellata la banda dei catalizzatori che ha seminato il panico nel Rodigino

L’attività d’indagine – coordinata dalla Procura della Repubblica di Rovigo (Dott. Andrea Bigiarini) – è iniziata nel mese di agosto 2021, a seguito della presentazione di due denunce di furto di autocarri modello “Iveco Magirus” (da cui ha preso nome l’indagine), e ha consentito di individuare i componenti di un sodalizio criminale che, muovendosi tra le Regioni Veneto ed Emilia Romagna, hanno realizzato numerosi furti di e su veicoli.

Dopo un iniziale e specifico interessamento nei confronti di mezzi pesanti, il gruppo si è concentrato sulla sottrazione di marmitte catalitiche da autovetture in sosta, che venivano asportate anche di giorno e in luoghi frequentati, quali ad esempio, i parcheggi antistanti i centri commerciali e supermercati, con una celerità e una perizia tali (non occorrevano mai più di cinque-sette minuti per portare a termine il “colpo”) da consentire loro di dileguarsi in brevissimo tempo.

Il 29 aprile sono stati così bloccati e condotti in carcere 4 uomini, mentre una donna è stata posta agli arresti domiciliari.

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