Un 45enne residente a Castelnovo Bariano è stato arrestato dai Carabinieri per aver violato il divieto di avvicinamento all’ex compagna, una 43enne, già vittima di una violenta aggressione nei mesi scorsi.
Secondo quanto ricostruito, anche se è stata la donna a recarsi da lui, l’uomo è comunque responsabile della violazione: la giurisprudenza della Cassazione è chiara nel ritenere che accettare l’incontro equivale a infrangere il provvedimento del giudice.
Le violenze e il primo provvedimento del giudice
La vicenda nasce a fine ottobre 2025, a Ficarolo, quando il 45enne ha aggredito la ex compagna provocandole lesioni giudicate guaribili con una prognosi di 90 giorni. Per questo motivo, nel mese di novembre, il Tribunale di Rovigo aveva disposto nei suoi confronti il divieto di avvicinamento alla donna.

Dopo l’aggressione erano intervenuti i Carabinieri della Stazione di Castelmassa, che avevano informato la Procura della Repubblica di Rovigo e attivato i servizi sociali, i quali avevano trovato per la vittima una sistemazione in una struttura protetta.
La violazione del divieto e l’aggravamento della misura
Nei giorni scorsi, però, la donna si è presentata nell’abitazione dell’uomo. Lui l’ha fatta entrare e, secondo quanto emerso, l’avrebbe nuovamente aggredita colpendola con pugni, afferrandola al collo e per i capelli.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Castelmassa, che hanno arrestato il 45enne in flagranza per la violazione del divieto di avvicinamento. La Procura di Rovigo ha chiesto e ottenuto la convalida dell’arresto e il processo con rito direttissimo.
L’uomo è stato condannato a otto mesi di reclusione per la violazione del provvedimento e, proprio in considerazione del concreto pericolo di reiterazione delle violenze, il Gip del Tribunale di Rovigo ha disposto l’aggravamento della misura cautelare, ordinando la custodia in carcere.
La Procura precisa che il procedimento per le lesioni aggravate è ancora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità penale potrà essere accertata solo con sentenza definitiva, nel rispetto della presunzione di innocenza.