Riaperture

Riaperture, Zaia: “Niente acrobazie: poche regole, chiare e severe”

Il tema delle nuove autorizzazioni per le riaperture del prossimo 18 maggio

Riaperture, Zaia: “Niente acrobazie: poche regole, chiare e severe”
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Ospiti i medici di base con un progetto innovativo: il dottor Crisarà che presenta un nuovo progetto per assistere i pazienti a distanza.

Il bollettino

tamponi effettuati in totale sono 454.985 (+10mila). I positivi in totale sono 18.782 (+41), in isolamento 4.713 (-300), ricoverati 759 dei quali positivi 393, negativi 295. Le terapie intensive sono 71, dei quali positivi 33 e 38 negativi. Dimessi 3033 (+42), morti 1272 in ospedale, in totale 1686. I nati sono 86.
Si ringraziano poi i 37.602 donatori che hanno contribuito alla causa per un totale di 57 milioni e 192 mila euro.

Il tema riapertura

Un commento sulla riunione che si è tenuta ieri tra il Governo e i Governatori delle Regioni:

“Ieri sera la conferenza con i ministri Boccia e Speranza: è passata la linea portata avanti con molti colleghi: il Governo faccia delle scelte di base e deleghi le regioni per definire l’abito in maniera sartoriale. Siamo lo spartiacque tra ordine e disordine: fare insieme, vuol dire mettere ordine. Se confermato, verranno stabiliti dei nuovi aggiustamenti per la nostra attività e poi verrà demandato per le regioni. In Veneto, premesso che si dovranno rispettare i parametri stabiliti dal comitato tecnico scientifico e premesso che ci vuole un forte senso di responsabilità da parte dei cittadini, l’idea è, se ci saranno i presupposti, di provvedere da lunedì alla riapertura di tutto ciò che si può riaprire. Attività commerciali, palestre, piscine, servizi alla persona e tutti i contesti del turismo. Ieri sera ci siamo accordati sul fatto che devono essere inviate alle regioni le linee guida dell’Inail che devono essere emanate in modo semplice, si dica quello che serve senza fare i fenomeni: niente acrobazie ma poche regole, chiare e severe. Le parti sociali sono state contattate per presentare le linee guida Inail, se ci sono aggiustamenti da fare, nel limite del consentito, lo proporremo. Noi lunedì vogliamo partire. Faccio un appello ai cittadini: qui ci giochiamo il futuro e non voglio che diventi come il gioco dell’oca perché tornare al punto di partenza vuol dire la fine.”

La cassa integrazione

Continua il Governatore:

Ho sollevato il problema della cassa integrazione: il ministro Di Maio non può dire che è colpa delle regioni perché abbiamo chiuso tutti gli accordi e fatto le pratiche. Non possiamo sentirci dire che è colpa nostra. In virtù anche del mio intervento, si è deciso di fare un tavolo per capire dove sono gli inghippi per questa procedura nazionale: sfido chiunque a dire cosa ha sbagliato la Regione Veneto. C’è il dramma di chi aspetta a casa che vengano versati i soldi. C’è coscienza del fatto che questi sono stipendi che devono arrivare ai lavoratori: questa catena ha degli incagli e serve una goccia d’olio negli ingranaggi.”

L’intervento dei medici di base: un nuovo strumento per assistere i pazienti

Un progetto unico per essere ancora più vicini al cittadino. Interviene il dottor Crisarà:

“Fin dall’inizio dell’emergenza sono state messe in atto delle procedure utili per assistere il cittadino, senza fare una strage di medici come in altre situazioni. Ora si tratta di aprire ulteriormente e di recuperare l’assistenza a domicilio: il Veneto ha 30mila pazienti a domicilio che in questo periodo sono stati trascurati per paura di contagio. Si affianca alla decisione dell’assessore di fare i tamponi agli assistenti in programmata: ci apriamo, quindi, con tecnologie nuove, sia in studio che a domicilio. Il progetto, presentato a Novembre a Roma, è stato accelerato. In cosa consiste? E’ stata costruita una piattaforma che permette la video visita e l’aggiornamento della scheda e della situazione fisica del paziente attraverso dei dispositivi, lasciati a casa del paziente, in modo che lo stato di salute (dall’elettrocardiogramma alla visita dermatologica) possa essere fatto in ambulatorio o a domicilio. Ci sono due livelli: uno con la misurazione fatta dal medico di medicina generale e un secondo livello di consultazione specialistica che rimanda al referto a conferma o diniego della diagnostica fatta. Tutto viene fatto da casa o dallo studio, senza spostare il paziente. Si parte con 150mila pazienti a Padova, seguiranno Verona e Rovigo.”

La piattaforma è già in dotazione a tutti i medici di famiglia in maniera gratuita. Uno strumento unico per aggiungere o togliere device a casa del paziente, tracciare la sua condizione, video chiamare e monitorare tutto nel dettaglio. L’operazione è finanziata in parte dalla famiglia Cannella, che ha fatto una donazione, e costa in totale 40mila euro per un anno. Al paziente basta uno smartphone per connettersi alla piattaforma: tutto è stato strutturato per essere comodo, veloce e semplice da utilizzare anche per gli anziani.

 

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