Carabinieri

Rapina all’ufficio postale di Fratta Polesine: dopo due anni trovato il responsabile grazie al DNA

Il colpo avvenuto nell'agosto del 2024 è stato eseguito da un 61enne della Campania, che attualmente si trova già nel carcere Poggioreale a Napoli

Rapina all’ufficio postale di Fratta Polesine: dopo due anni trovato il responsabile grazie al DNA

Svolta nelle indagini sulla rapina avvenuta nell’agosto 2024 all’ufficio postale di Fratta Polesine. I carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Rovigo hanno denunciato alla Procura un 61enne originario della Campania, ritenuto in ipotesi accusatoria responsabile del colpo.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un soggetto con il volto travisato era entrato armato di pistola nell’ufficio postale, intimando ai dipendenti di non dare l’allarme.

Il bottino e la fuga

Il rapinatore si sarebbe rapidamente portato dietro il bancone riuscendo ad appropriarsi di circa 500 euro in contanti prima di fuggire.

Nonostante il tempestivo intervento dei militari delle stazioni di Fratta Polesine e Rovigo, il malvivente era riuscito inizialmente a far perdere le proprie tracce.

Subito dopo il colpo erano partite le indagini, con l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza dell’ufficio postale e delle strade limitrofe.

La scoperta dei reperti

Il giorno successivo alla rapina, i carabinieri hanno rinvenuto in un terreno incolto vicino al luogo del colpo una busta contenente una pistola scacciacani e gli indumenti presumibilmente utilizzati durante l’assalto.

Tutto il materiale è stato sequestrato e inviato al Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche per gli accertamenti tecnici e biologici.

Decisivo il Dna

Gli investigatori hanno incrociato le descrizioni fornite dai testimoni con le immagini estrapolate dalle telecamere, riuscendo così a risalire a un sospettato, già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro il patrimonio.

Le analisi effettuate sui reperti sequestrati hanno consentito di isolare un profilo genetico maschile compatibile con quello del 61enne, detenuto nel carcere di Poggioreale a Napoli per fatti analoghi, che ha acconsentito al prelievo salivare disposto dalla Procura di Rovigo.

Chiesto il processo

Gli accertamenti biomolecolari hanno confermato la compatibilità tra il Dna del 61enne e quello rilevato sugli indumenti e sull’arma utilizzati durante la rapina.

La Procura della Repubblica di Rovigo ha quindi esercitato l’azione penale ottenendo dal Tribunale il rinvio a giudizio dell’indagato.

Le accuse contestate sono formulate in ipotesi accusatoria e la responsabilità dell’uomo potrà essere accertata soltanto con sentenza definitiva.