La presenza dei militari dell’8° Reggimento genio guastatori paracadutisti Folgore di Legnago (in copertina), avvenuta lo scorso 26 febbraio 2026 all’Itis Viola Marchesini di Rovigo ha innescato una serie di polemiche. Le critiche principali sono giunte dalla Flc Cgil e da Rifondazione Comunista, che hanno contestato l’opportunità di portare reparti d’assalto all’interno di un luogo di istruzione.
Secondo i contestatori, i paracadutisti rappresentano un corpo d’élite votato al combattimento e all’assalto e presentare queste figure a degli adolescenti significa promuovere un modello basto sulla forza bellica anziché sulla risoluzione dei conflitti tramite il dialogo. L’iniziativa, rivolta alla platea scolastica prossima al diploma, era stata pianificata come momento di orientamento professionale e approfondimento nell’ambito delle ore di educazione civica.
Il sindacato Flc Cgil ha sollevato un problema di metodo: se la scuola apre le porte ai militari nell’ambito dell’educazione civica, dovrebbe garantire lo stesso spazio a figure che rappresentano modelli alternativi di servizio alla comunità, come il Servizio Civile Universale, le associazioni di volontariato o i movimenti non-violenti. Nonostante le critiche sollevate, l’istituto ha proceduto con l’illustrazione delle carriere nello Stato.
La posizione dell’assessore regionale
Dall’altra parte, l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione, Valeria Mantovan (in copertina), ha espresso solidarietà formale verso la scuola e il preside. In merito alla vicenda, l’esponente della giunta ha dichiarato:
“In merito alle polemiche sorte attorno all’incontro organizzato all’Itis Viola Marchesini di Rovigo con i rappresentanti dell’8° Reggimento genio guastatori paracadutisti ‘Folgore’ di Legnago, desidero esprimere il mio pieno sostegno all’istituto scolastico e al dirigente che hanno promosso questa iniziativa nell’ambito delle attività di orientamento e di educazione civica”.
Secondo l’amministratrice, l’attività rientra pienamente nel mandato educativo del corpo docente, poiché finalizzata a fornire strumenti di conoscenza necessari per permettere ai giovani di compiere selezioni consapevoli per il domani.

Nel merito del programma scolastico, l’assessore ha ribadito che le Forze Armate costituiscono un pilastro della Repubblica.
“Far conoscere agli studenti, in modo trasparente e informativo, le opportunità che lo Stato offre dopo il diploma – comprese quelle nelle Forze Armate – significa svolgere pienamente il compito educativo della scuola: offrire strumenti di conoscenza e permettere ai giovani di compiere scelte consapevoli per il proprio futuro”
Ha precisato Mantovan. La rappresentante istituzionale ha definito ingiuste le accuse rivolte alla dirigenza, sottolineando come la scuola debba restare un luogo di confronto e informazione trasparente. Ha poi aggiunto:
“Le Forze Armate rappresentano una delle istituzioni della Repubblica e svolgono un ruolo fondamentale non solo nella difesa del Paese, ma anche nelle missioni di pace, nelle attività di protezione civile e nel supporto alle comunità in situazioni di emergenza. In questo senso, farle conoscere ai ragazzi rientra pienamente nel percorso di educazione civica che la scuola è chiamata a promuovere”.
La Regione ha equiparato la presentazione del Reggimento a quella di qualsiasi altra realtà universitaria o professionale.
“È importante ricordare che l’incontro non aveva alcuna finalità di propaganda, ma esclusivamente informativa e orientativa, come avviene per molte altre realtà istituzionali, universitarie e professionali che entrano nelle scuole per presentare ai giovani possibili percorsi dopo il diploma”.
Ha poi aggiunto la Mantovan. La titolare dell’Istruzione ha concluso ribadendo che il sostegno regionale rimarrà saldo nei confronti di tutte le scuole che promuovono la consapevolezza delle opportunità offerte dal Paese:
“Per questo motivo ritengo ingiuste e fuori luogo le critiche rivolte all’istituto e al dirigente scolastico, che hanno invece dimostrato attenzione verso l’orientamento degli studenti e rispetto del ruolo della scuola come luogo di confronto e conoscenza. Alle scuole va il nostro sostegno quando promuovono iniziative che rafforzano nei ragazzi la consapevolezza delle istituzioni, il senso civico e la conoscenza delle opportunità offerte dal nostro Paese”.