I carabinieri della stazione di Rovigo hanno denunciato alla Procura della Repubblica un 25enne italiano, residente nel Ferrarese ma domiciliato a Rovigo, con l’accusa di atti persecutori.
L’indagine è partita dalla querela presentata da una 20enne residente in città. Tra i due in precedenza vi era stata una relazione affettiva, successivamente interrotta su decisione della giovane.
Minacce e molestie per circa sei mesi
Secondo quanto ricostruito dai militari, dopo la fine del rapporto il 25enne avrebbe iniziato a mettere in atto comportamenti minatori e molesti nei confronti dell’ex compagna.
Le condotte contestate si sarebbero protratte per circa sei mesi con una frequenza quasi quotidiana, provocando nella ventenne uno stato di ansia e paura.
Tra gli episodi documentati dai carabinieri, il giovane si sarebbe recato più volte sotto l’abitazione della ragazza suonando ripetutamente il campanello e pretendendo che scendesse, minacciando di “spaccare tutto” o di diffondere video intimi registrati durante la relazione. Inoltre avrebbe inviato messaggi contenenti minacce di morte e insulti.
Le indagini
Nel corso dell’attività investigativa i carabinieri hanno raccolto le dichiarazioni della persona offesa e di altri soggetti informati sui fatti.
Gli investigatori hanno inoltre analizzato una consistente quantità di dati digitali, acquisendo elementi utili a ricostruire le presunte condotte persecutorie attribuite all’indagato.
Divieto di avvicinamento e braccialetto elettronico
Ricevuti gli atti, la Procura della Repubblica di Rovigo ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e il rischio di reiterazione del reato.
Il Tribunale di Rovigo ha quindi disposto nei confronti del 25enne la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da lei frequentati, con applicazione del braccialetto elettronico.
Al giovane è stato inoltre imposto il divieto di dimora nel comune di Rovigo e di accesso al territorio comunale senza autorizzazione del giudice.