dopo 10 anni

Infezione e perdita d’udito da farmaci: Ospedale di Padova condannato a risarcire una famiglia rodigina

La neonata protagonista ha ormai 13 anni ed è costretta a indossare delle protesi per contrastare la sordità parziale che le hanno causato poco dopo la nascita

Infezione e perdita d’udito da farmaci: Ospedale di Padova condannato a risarcire una famiglia rodigina

L’Azienda Ospedaliera di Padova sarà costretta a risarcire una famiglia dopo che, ormai 13 anni fa, una neonata ha perso il 30% della capacità uditiva per due batteri presi in ospedale.

Infezione e perdita d’udito da farmaci

Era ottobre del 2012 quando una nuova neonata veniva alla luce nella terapia intensiva dell’ospedale di Padova. Tuttavia, il parto ha avuto delle complicanze, tra cui: la piccola soffriva di ipossia, ha vissuto due episodi di sepsi ed è stata infettata da due batteri.

In particolare, gli agenti patogeni erano: lo Stafilococco Capitis, un batterio che può causare infezioni quando il sistema immunitario è basso e potrebbe aver causato le sepsi; la Klebsiella Pneumoniae, che solitamente possiamo trovare nell’intestino umano, ma se le difese immunitarie si abbassano può diventare pericoloso. Tuttavia, a causare la parziale perdita di udito bilaterale, sono stati i farmaci ototossici con cui è stata curata.

Di fatto, la piccola è stata costretta a vivere con una funzionalità del 70% già dalla nascita, che però è andata a contrastare con l’utilizzo di costose protesi.

I processi

La causa contro l’Azienda Ospedaliera di Padova è cominciata nel luglio del 2016 e ha visto come protagonisti la giudice Vincenza Lanteri, l’avvocato della famiglia di Rovigo, Gianluca Ballo, e gli avvocati che difendevano l’ospedale padovano, Carlo Moreschi e Federica Scafarelli.

Come riporta Il Corriere del Veneto, la famiglia ha sempre sostenuto che, se non fosse stato per la presenza dei due batteri che hanno colpito la piccola poco dopo la nascita, non si sarebbe dovuti ricorrere ai farmaci ototossici, che appunto hanno danneggiato l’orecchio interno o il nervo acustico.

Tuttavia, dopo due anni e mezzo di processo, la famiglia è stata costretta a pagare le spese legali poiché per il tribunale, supportato da una perizia, non esisteva alcun collegamento tra Klebsiella Pneumoniae e sordità parziale. Di fatto, per la giudice, la perdita d’udito è stata causata dal debole sistema immunitario della neonata.

I genitori della piccola, però, non si arresero e decisero di interpellare la Corte d’Appello di Venezia, iniziando così il nuovo processo nel settembre del 2019. Ciononostante, anche questa volta il risultato non cambiò, costringendoli a pagare le spese legali nel giugno del 2022.

La famiglia della ragazza, ormai 13enne, ha deciso di tentarci un’ultima volta, arrivando così alla Cassazione. In particolare, è stata proprio la Corte Suprema a dar ragione ai rodigini che, dopo dieci anni di processi, si sono visti riconoscere un danno di circa 100mila euro. Di fatto, è stata confermata la tesi secondo cui è stata la presenza della  Klebsiella Pneumoniae a costringere il personale medico a dover curare la neonata con i farmaci ototossici.