Cosa è successo

Dopo il caso dell’ex dirigente licenziata, la Guardia di Finanza indaga sull’Ulss 5 per frode

Inchiesta della Procura di Rovigo contro ignoti su frode in pubbliche forniture e interruzione di pubblico servizio

Dopo il caso dell’ex dirigente licenziata, la Guardia di Finanza indaga sull’Ulss 5 per frode

A poco più di un mese dalla vicenda che ha interessato Antonietta Perrone (in copertina), ex responsabile del Provveditorato, Economato e Logistica dell’Ulss 5 Polesana che, nonostante fosse stata licenziata, si è presentata a lavoro ed è stata accompagnata fuori dall’ufficio dagli agenti di Polizia, sull’azienda sanitaria rodigina è esploso un altro caso.

Indagine della Guardia di Finanza

La Procuratrice della Repubblica, Manuela Fasolato, tramite una nota stampa, fa sapere che è stata aperta un’indagine contro ignoti per i reati, in ipotesi accusatoria, di interruzione di un pubblico servizio e frode in pubbliche forniture (di cui agli artt. 340 e 356 c.p.) a seguito di segnalazione e denuncia in relazione a procedure per affidamenti diretti, appalti di servizi, nonché altri contratti posti in essere da AULSS 5.

“La Procura della Repubblica di Rovigo – si legge nel comunicato – ha altresì inviato copia di tutti gli atti del procedimento alla Procura Regionale della Corte dei Conti per quanto di rispettiva competenza in ordine alla valutazione di danno erariale”.

Le indagini sono state delegate alla Guardia di Finanza di Rovigo, la quale ha eseguito un decreto della Procura del 31 dicembre 2025, contenente ordine di esibizione di atti e documentazione pertinenti ai fatti, acquisendo presso AULSS 5 in copia tutto quanto indicato nel decreto e che ora è al vaglio degli inquirenti.

“Il procedimento contro ignoti è in fase di indagine preliminare. Vige la presunzione di innocenza per cui la responsabilità penale può essere provata solo con sentenza passata in giudicato”.

A riguardo, in una comunicazione ufficiale, l’Ulss 5 Polesana ha dichiarato:

“Per rispetto del lavoro della magistratura ci si astiene da ogni dichiarazione nel merito della vicenda. La direzione seguirà l’andamento delle doverose indagini, con piena fiducia nell’attività dell’autorità giudiziaria e assicurando piena collaborazione alla stessa”.

Il caso Perrone

Come anticipato, il 5 dicembre 2025 era esploso il caso dell’ex dirigente sanitaria Antonietta Perrone che, dopo essersi ripresentata al lavoro, è stata accompagnata fuori dall’ufficio dell’Ulss 5 dagli agenti di Polizia della Questura.

Perrone, 39enne originaria di Caiazzo (Caserta – Campania) e residente a Treviso, dopo alcuni procedimenti disciplinari, era stata licenziata dall’azienda sociosanitaria polesana, misura che però lei non aveva accettato e aveva contestato come illecita.

L’origine della frattura tra le parti è da collocare a maggio 2025, anche se i primi procedimenti disciplinari sono arrivati a giugno, mentre dal 1° settembre al 30 novembre è stata sospesa.

Il 27 novembre, tuttavia, è stato notificato a Perrone il licenziamento disciplinare senza preavviso, una decisione però impugnata dai legali della 39enne (e destinata a sfociare in una causa di lavoro).

In questo senso, Perrone, una volta scaduti i termini, è rientrata in servizio, rilevando l’assenza dell’atto deliberativo che renderebbe esecutiva la sanzione. Da lì, infine, il fatto di essere stata scortata fuori dagli uffici dalla Polizia.

Come riferito dal Corriere del Veneto, i provvedimenti disciplinari e il successivo procedimento per la risoluzione del rapporto di lavoro sarebbero arrivati in quanto veniva contestato ad Antonietta Perrone una gestione dell’Economato che stava paralizzando il funzionamento dell’ospedale.

Secondo l’Ulss, la rigida applicazione della legge sugli appalti della 39enne avrebbe rallentato le forniture ospedaliere, provocando disagi all’operatività.

Dal lato opposto, invece, come fatto sapere da Distasio e Mingrino, legali di Perrone, il licenziamento coinciderebbe con il periodo in cui la dirigente sanitaria avrebbe denunciato irregolarità in alcuni appalti e contratti pubblici dell’Ulss 5 Polesana.

Fino a quel momento, infatti, la 39enne non aveva ricevuto alcuna sanzione disciplinare, ottenendo anzi valutazioni eccellenti per il suo operato. In merito alle denunce, Perrone è stata sentita sia dalla Procura di Rovigo, sia dalla Guardia di Finanza territoriale.

L’Ulss 5 ha però ribadito la piena correttezza delle proprie decisioni, affermando di aver agito a tutela degli utenti e della comunità e di essere pronta a difendere le proprie posizioni nelle sedi opportune.