Violenze a Polesella

Bimbi maltrattati all’asilo, maestre a processo accusate di aver spaventato 44 piccoli

Il tribunale di Rovigo dispone il giudizio per le dipendenti della cooperativa Il Raggio Verde

Bimbi maltrattati all’asilo, maestre a processo accusate di aver spaventato 44 piccoli

Saranno processate il 12 maggio 2026 tre maestre accusate di maltrattamenti nei confronti di alcuni bambini che frequentavano la scuola dell’infanzia “Pietro Salemi” di Polesella, in provincia di Rovigo. I fatti contestati si sarebbero verificati in un arco temporale compreso tra novembre 2024 e luglio 2025.

L’apertura del processo

Il giudice ha disposto il rinvio a giudizio per Marina Nardo, 58 anni, residente a Napoli, Sonia Fugagnoli, 61 anni, residente a Occhiobello, e Martina Zaia, 45 anni, residente a Porto Viro. Gli episodi si sarebero verificati tra il novembre 2024 e il luglio dell’anno scorso, dove le tre lavoravano come educatrici presso l’asilo “Pietro Salemi”, struttura gestita dalla cooperativa sociale Il Raggio Verde.

Il rinvio a giudizio segna la conclusione della fase delle indagini preliminari e l’ingresso nel dibattimento, nel corso del quale saranno valutate le responsabilità individuali delle tre imputate.

L’indagine ha preso forma dopo la sospensione dal servizio delle tre educatrici, disposta nell’estate del 2025. Il provvedimento ha rappresentato il primo atto a tutela dei minori e ha consentito agli inquirenti di approfondire quanto sarebbe avvenuto all’interno delle aule della scuola dell’infanzia.

Da quel momento sono scattati gli approfondimenti investigativi che hanno portato prima alla chiusura delle indagini preliminari e poi alla richiesta di rinvio a giudizio. La prima udienza del processo è stata fissata per il 12 maggio 2026.

Le accuse della procura

Secondo la ricostruzione della procura di Rovigo, le educatrici avrebbero sottoposto i bambini a comportamenti ripetuti e sistematici di mortificazione. Le accuse parlano di urla, minacce e frasi di disprezzo, ma anche di punizioni umilianti e di presunte aggressioni fisiche.

In più occasioni, sempre secondo l’impianto accusatorio, i minori sarebbero stati strattonati per le braccia, colpiti con pugni o percossi con cuscini. Un insieme di comportamenti che, per l’accusa, avrebbe creato un clima di paura all’interno della scuola.

I racconti dei genitori e i primi segnali

Nel corso delle indagini hanno trovato spazio anche le testimonianze di alcuni genitori. Una madre ha raccontato che il figlio, rientrando a casa, parlava spesso di punizioni e di isolamento.

“Diceva di essere messo da solo al tavolo perché disturbava”.

Col passare dei mesi, secondo quanto riferito dalle famiglie, si erano moltiplicati segnali difficili da interpretare: pianti all’ingresso dell’asilo, richieste insistenti di restare a casa, nervosismo nelle ore serali. Episodi che, presi singolarmente, potevano sembrare marginali, ma che oggi vengono riletti come parte di un quadro più ampio.

Sarà ora il processo a stabilire se le accuse troveranno conferma e a chiarire le responsabilità individuali delle tre educatrici rinviate a giudizio.