Delta del Po

Si riapre il dibattito sulle trivelle in Alto Adriatico: ma il Polesine dice ancora una volta "no"

I comuni del Delta del Po sul piede di guerra: "Non ci sono più giustificazioni per cui si possa essere obbligati a subire una situazione del genere"

Si riapre il dibattito sulle trivelle in Alto Adriatico: ma il Polesine dice ancora una volta "no"
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Sembrerebbero state inutili le proteste e le manifestazioni contro le trivellazioni in Alto Adriatico. Il ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin torna a ribadire l'intenzione di presentare un decreto energia che guardi anche all'opportunità di utilizzare i giacimenti di gas dei nostri territori. Un pericolo che sembrava scampato per il Polesine, ma che ora riaccende la paura e gli animi dell'opposizione.

Si riapre il dibattito sulle trivelle in Alto Adriatico: ma il Polesine dice ancora una volta "no"

Le trivelle tornano a preoccupare il Polesine, che ancora una volta ribadisce il proprio "no". Le dichiarazioni recenti del ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin hanno creato agitazione nel Delta del Po:

"Non ci sono più giustificazioni per cui si possa essere obbligati a subire una situazione del genere", ha dichiarato al tgr Veneto Moreno Gasperini, sindaco di Loreo (Rovigo) e presidente del Parco del Delta del Po.

Considerando che i prezzi del gas e dell'energia sono in notevole calo rispetto a un anno fa, un decreto energia che guardi anche all’opportunità di utilizzare i giacimenti di gas dei nostri territori, come ha proposto il ministro, non può essere una soluzione. Soprattutto per il Polesine che conosce bene le conseguenze della subsidenza e ha già pagato prezzo troppo alto per le trivellazioni.

"Da una parte il mondo produttivo, l'aspetto sociale e l'aspetto amministrativo di questo territorio che ha capito che un turismo sostenibile può essere la nostra chiave di lettura per il futuro, per la nostra gente e per le nuove generazioni.

Dall'altra ci viene propinata ancora una volta l'ipotesi di trivellazioni che con la subsidenza e tutto ciò che può portare, allontana chi vorrebbe investire sul nostro territorio" ribadisce il presidente del Parco del Delta del Po, che invita quindi il ministro a vedere di persona le conseguenze che il Polesine ha pagato e paga tuttora.

"La Regione l'ha capito, ma Roma no".

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