Le nuove norme fiscali entrate in vigore con l’inizio del 2026 mettono a rischio numerosi eventi organizzati dalle Pro Loco del Rodigino. L’allarme arriva da UNPLI Rovigo, che segnala il pericolo di una riclassificazione delle associazioni come enti commerciali, con conseguente aggravio di imposte e adempimenti.
La questione è ora all’attenzione nazionale, in attesa di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Pro Loco Rovigo, eventi a rischio per le nuove norme fiscali
Tra le manifestazioni che potrebbero subire ripercussioni figurano la festa della zucca di Melara, la festa del pane di Loreo, la fiera di Lusia, la festa del pesce di Frassinelle Polesine e la festa del gnocco di Canda.
Si tratta di appuntamenti storici, legati alla promozione dei prodotti tipici e alla valorizzazione del territorio, organizzati da associazioni di volontariato iscritte al Runts come Aps.
Secondo quanto evidenziato dall’Unpli provinciale, la nuova disciplina potrebbe comportare la classificazione delle Pro Loco come enti commerciali nel caso in cui risultino prevalenti i proventi derivanti da attività considerate di natura commerciale, come la somministrazione di alimenti e bevande durante sagre e feste.
Una riclassificazione di questo tipo comporterebbe maggiori imposte e un incremento degli obblighi amministrativi, contabili e tributari, con possibili ripercussioni sulla sostenibilità organizzativa delle associazioni.
Il presidente provinciale Giovanni Ghisellini ha richiamato l’attenzione sul rischio che, in assenza di chiarimenti normativi, i volontari possano sospendere l’organizzazione degli eventi.
L’intervento di Unpli Veneto
Il grido d’allarme è stato rilanciato da UNPLI Veneto. Il presidente regionale Rino Furlan, insieme alla giunta esecutiva, ai consiglieri nazionali e ai presidenti provinciali, ha avviato un confronto con la dirigenza nazionale per scongiurare conseguenze negative sul sistema delle Pro Loco.
Sul tema è intervenuto anche l’assessore allo Sviluppo economico della Regione del Veneto, Massimo Bitonci, che il 19 febbraio 2026 a Venezia ha incontrato il presidente di Unpli Veneto.
L’assessore ha dichiarato che le Pro Loco rappresentano un supporto operativo per i Comuni nella promozione di attività culturali, identitarie e sociali, sottolineando la necessità di regole chiare e coerenti con la disciplina del Terzo Settore.
“Le Pro Loco sono in difficoltà, serve chiarezza. Sono il braccio operativo dei comuni per promuovere la socialità e le attività culturali e identitarie, rievocazioni, sagre, feste popolari. Parliamo di volontariato puro, fatto di persone che tengono vivi i paesi e le comunità.

Le Pro Loco non fanno ‘concorrenza’ a nessuno, anzi si sono dimostrate un forte incentivo allo sviluppo di eventi che generano indotto e valorizzano i territori. Senza di loro non esisterebbero attività come il Carnevale, feste tradizionali e tante manifestazioni che sono anche parte della nostra identità veneta. C’è bisogno di togliere lacci e laccioli al mondo del volontariato e delle Pro Loco, non aumentare gli adempimenti fiscali, la tenuta della contabilità, il versamento dell’IVA e l’assoggettamento ad attività commerciali”.
La Regione, ha aggiunto, sta lavorando per ridurre gli oneri burocratici e ha auspicato interventi analoghi anche a livello nazionale.
La situazione resta in evoluzione, in attesa di indicazioni ufficiali che possano chiarire l’inquadramento fiscale delle attività svolte dalle Pro Loco.