Posizioni divise

Impianto di biometano a Rovigo, il progetto divide il centrodestra

Il progetto prevede la costruzione di un impianto per trattare i rifiuti organici, riducendo i costi di conferimento a strutture esterne e permettendo potenziali risparmi sulle bollette dei cittadini

Impianto di biometano a Rovigo, il progetto divide il centrodestra
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Scontro politico a Rovigo sul progetto di un impianto per la produzione di biometano dai rifiuti, che sta dividendo il centrodestra. Ecoambiente, la società pubblica che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nei 50 Comuni polesani, spinge per la realizzazione dell’opera, sostenuta da molti sindaci e dal centrosinistra. Tuttavia, il Comune capoluogo, che detiene la maggioranza delle quote della società, preferirebbe affidarsi a un’impresa privata.

Impianto di biometano a Rovigo

Il progetto prevede la costruzione di un impianto per trattare i rifiuti organici, riducendo i costi di conferimento a strutture esterne e permettendo potenziali risparmi sulle bollette dei cittadini.

Per la realizzazione sono stati stanziati 12 milioni di euro dai fondi del Pnrr su un costo totale di 20 milioni, con Ecoambiente che si farebbe carico della parte restante. Dopo mesi di attesa, la commissione provinciale per la Valutazione d’impatto ambientale e la conferenza dei servizi hanno dato il via libera al progetto, con l’unica opposizione del Comune di Rovigo. L’appalto è pronto, e il cantiere potrebbe aprire nelle prossime settimane, con termine lavori fissato per marzo 2026.

Il centrodestra è spaccato

Tuttavia, il no espresso dal Comune ha generato alcune illusioni, perché riguarda solo il progetto di Ecoambiente. Nella stessa frazione rodigina di Sarzano, infatti, un altro impianto sta procedendo senza ostacoli, grazie all’autorizzazione della Regione. Si tratta di una struttura privata, realizzata da una società con sede a Bolzano ma parte di un gruppo tedesco, che tratterà 70 mila tonnellate l’anno di liquami e pollina, trasportati da camion provenienti da diverse località. Mentre il progetto pubblico viene ostacolato, quello privato avanza indisturbato, suscitando critiche e interrogativi.

Il Partito Democratico ha chiesto l’istituzione di un comitato di controllo per monitorare l’impianto privato ed eventualmente intervenire in caso di rischi per la salute pubblica. Anche Legambiente si è detta contraria alla realizzazione del sito, con la presidente Caterina Nale che ha denunciato l’assenza dell’incontro pubblico con la ditta, promesso dal sindaco ma mai avvenuto. Perplessità sulla gestione delle due pratiche da parte dell’amministrazione comunale arrivano anche da altre associazioni ambientaliste, che sottolineano l’incoerenza tra la bocciatura del progetto pubblico e l’assenza di opposizione a quello privato.

Intanto, la frattura all’interno del centrodestra resta aperta. Il Consiglio di bacino, convocato per l’11 aprile, dovrà prendere una decisione definitiva sulla realizzazione dell’impianto pubblico. Ecoambiente, nonostante la contrarietà del socio di maggioranza Rovigo, ha dichiarato di voler procedere con il progetto. Nei prossimi giorni si capirà se il centrodestra polesano seguirà compatto la linea del sindaco Cittadin o se emergeranno divisioni interne, con alcuni amministratori pronti a votare in dissenso.

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