Delta del Po

Il Ministro Pichetto, in arrivo decreto per estrazioni del gas: cresce la preoccupazione in Polesine per le trivelle

L'estrazione del gas nel Mar Adriatico potrebbe riprendere grazie a un nuovo decreto previsto per settembre

Il Ministro Pichetto, in arrivo decreto per estrazioni del gas: cresce la preoccupazione in Polesine per le trivelle
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A distanza di quasi 50 anni dallo stop alle attività dei pozzi di estrazione di metano nei territori del Polesine, la terra continua a subire gli effetti della subsidenza, cioè un lento e progressivo sprofondamento del fondale marino. Il terreno è arrivato ad abbassarsi di quasi 4 metri. E su questo fenomeno c'è grande preoccupazione.

Cresce la preoccupazione in Polesine per le trivelle

Dopo il via libera del Consiglio dei ministri tra il 10 e l'11 dicembre 2022 si era riaffacciata la possibilità di riprendere le trivellazioni in Alto Adriatico. Con la norma inserita nel decreto aiuti "quater" si prospettava la possibilità di nuove trivellazioni in alto Adriatico a cui il Senato aveva dato la propria approvazione.

Una scelta che aveva sconvolto il Veneto, posto sotto i riflettori, e soprattutto il Polesine, in cui si è costituito il Comitato No Trivelle. Anche il Governatore Zaia aveva preso posizione contro la decisione del Governo.

“La mia è una posizione di coerenza, visto e considerato che nel 2016 ho sostenuto il referendum. Un referendum che ha avuto l’85,5 per cento dei Veneti che si è espresso contro il proseguo delle estrazioni di gas senza limiti di tempo. Ci rendiamo conto che in questo momento l’emergenza energetica ci porta a fare anche questi ragionamenti, ed è corretto sondare tutte le possibilità, ma è pur vero che le perforazioni nel nostro Polesine hanno dato vita ad una subsidenza, cioè un calo dei terreni, fino a 4 metri”.

Così si era espresso il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, al termine dell’incontro tenutosi a dicembre a Roma con il Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini.

“Senza citare altri elementi tecnici, dico che le garanzie sono veramente minimali perché questo non accada ancora – ha concluso il Governatore del Veneto - Quindi, siamo contrari a nuove perforazioni, piuttosto siamo disponibili, sin da ora, a potenziare l'attività del rigassificatore".

Sono seguiti mesi di manifestazioni, incontri tecnici e tavoli di confronto a cui hanno partecipato anche i Vescovi del Delta. Ma la preoccupazione torna a salire in Polesine, dopo le ultime dichiarazioni del Ministro Pichetto.

Pichetto: in arrivo decreto per estrazione del gas

Ma il governo non fa marcia indietro, anzi ritorna alla carica. L'estrazione del gas nel Mar Adriatico potrebbe riprendere grazie a un nuovo decreto previsto per settembre. Ad annunciarlo è stato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, durante il primo Forum delle energie rinnovabili Renewable Thinking, a Saint-Vincent.

Pichetto ha dichiarato, infatti, che “i primi giorni di settembre presenterò un decreto energia che conterrà una serie di interventi assolutamente da fare per riordinare il quadro energia. Significa correggere una serie di cose e adeguarle ai tempi”. Tra gli interventi ci sarà “l’opportunità di utilizzare anche i giacimenti di gas dei nostri territori, altrimenti in alcune realtà, come nell’Adriatico, corriamo il rischio che peschino solo altri Paesi”.

Subito si è sollevata in Polesine l'opposizione a questa proposta, guidata dal sindaco di Loreo e presidente Parco del Delta del Po, Moreno Gasperini.

"Non ci sono più giustificazioni per cui si possa essere obbligati a subire una situazione del genere", ha dichiarato al tgr Veneto.

Considerando che i prezzi del gas e dell'energia sono in notevole calo rispetto a un anno fa, un decreto energia che guardi anche all’opportunità di utilizzare i giacimenti di gas dell'Alto Adriatico, come ha proposto il ministro, non può essere una soluzione.

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