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Gas via mare: si punta sull'impianto di Porto Viro per fare a meno della Russia

Il rigassificatore, il primo al mondo realizzato off-shore, copre il 12 per cento del fabbisogno italiano...

Gas via mare: si punta sull'impianto di Porto Viro per fare a meno della Russia
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Ormai arrivano navi metaniere da tutto il mondo. Tranne che dalla Russia. E' lo scenario che riguarda ormai ogni settimana (dall'inizio del conflitto in Ucraina) il terminale gasiero Adriatic Lng, a 15 chilometri al largo della costa veneta a Porto Viro. E oggi, parlare di tale impianto è fondamentale... perché sarà il fulcro della strategia nazionale per fare a meno della Russia.

Gas via mare: si punta sull'impianto di Porto Viro per fare a meno della Russia

Come ricorda l'agenzia nazionale di stampa, quello di Porto Viro è il rigassificatore più grande dei tre italiani (gli altri si trovano a Panigaglia in provincia di La Spezia e a Livorno), il primo al mondo realizzato off-shore. Ma non è solo una questione di "record". Quello a largo della costa veneta sarà anche il fulcro della strategia nazionale, quando il Governo, come da accordi con gli altri Stati membri dell'Ue, chiuderà definitivamente i rubinetti del gas russo.

La struttura è davvero imponente. E' lunga 180 metri, larga 88 e alta 47 metri. Ed è entrata in funzione nel 2009. Si tratta dell'unico impianto nazionale capace di accogliere le metaniere più imponenti, le cosiddette "super large scale vessels", con delle capacità fino a 217mila metri cubi liquidi. All'inizio dell'anno la società che gestisce l'impianto ha avuto il nulla osta per aumentare la portata da 8 a nove miliardi di metri cubi di metano all'anno. Un volume che permetterà di soddisfare il 12 per cento dei consumi.

Ma si può fare anche di più. Per aumentare la capacità a 9,5 miliardi basterebbe, infatti, un intervento al gasdotto di terra. Arrivare a 11 miliardi, invece, sarebbe più complesso ma non impossibile. Si dovrebbe intervenire sul macchinario che scalda il gas, per velocizzare tutto il processo. Il metano, infatti, arriva sulle navi allo stato liquido compresso a meno 160 gradi.

E poi viene riportato allo stato gassoso e inviato verso la rete di distribuzione. Dall'inizio del 2022 sono 18 le metaniere arrivate all'impianto, per un totale di circa 1,5 miliardi di metri cubi di gas. Nel 2020, invece, erano state 76, l'anno successivo 81. Le navi arrivano in prevalenza da Qatar, Egitto, Trinidad e Tobago, Guinea Equatoriale, Norvegia, Nigeria, Usa e Angola.

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