Coldiretti Rovigo ha formalizzato le proprie osservazioni alla Provincia e al Comune di Rovigo sul progetto Ecopol, l’impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti pericolosi in viale Amendola, illustrato nei giorni scorsi durante un’assemblea pubblica. All’incontro ha partecipato anche il presidente di zona Roberto Santato.
La posizione dell’organizzazione agricola arriva a seguito di un iter amministrativo iniziato a settembre e che ha visto, lo scorso ottobre, la richiesta di integrazioni documentali. Il termine per presentare osservazioni, inizialmente fissato al 25 dicembre, è stato prorogato fino a metà gennaio. Nel frattempo la società ha richiesto formalmente la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), passaggio preliminare alla Conferenza dei Servizi e al parere finale della Commissione VIA.
Criticità ambientali e sanitarie
Secondo il presidente provinciale Carlo Salvan, il progetto presenta numerose criticità:
“Emergono legittime preoccupazioni sugli impatti ambientali e sulla sicurezza dei cittadini. La modalità e le tempistiche con cui il progetto è stato presentato non hanno favorito una conoscenza approfondita”.
Centrale è la modifica proposta dall’impianto, che prevede una nuova linea di riscaldamento di terreni inquinati a temperature fino a 1000 gradi, con il rischio di volatilizzazione di composti pericolosi. Coldiretti sottolinea che non è chiaramente definita la tipologia dei terreni in ingresso, rendendo incerta l’effettiva neutralizzazione dei contaminanti e la possibile ricaduta sugli agricoltori e sulle coltivazioni dei comuni limitrofi.
Ulteriori criticità riguardano l’aumento dei volumi di attività: sebbene sia previsto un calo delle tonnellate di rifiuti stoccati, è stimato un incremento del traffico di circa 10 camion al giorno, con ricadute su viabilità, qualità dell’aria e sicurezza. Coldiretti ribadisce l’appello a sottoporre l’impianto a VIA e invita le istituzioni a fornire chiarezza e certezze per proteggere il territorio agricolo, comprese le produzioni orticole, frutticole e biologiche di pregio.
Pressioni civiche e ruolo delle istituzioni
La questione ha suscitato attenzione anche politica: il Consiglio Provinciale del 23 dicembre 2025, seduta pubblica a Palazzo Celio, vedrà la comunicazione del presidente Enrico Ferrarese sullo stato dell’iter.
È prevista la presenza dei comitati per la difesa dell’ambiente e della salute pubblica, con manifestazioni e striscioni. L’ex sindaco di Rovigo, Edoardo Gaffeo, ha inviato una lettera aperta al presidente Ferrarese invitando a una responsabilità politica piena e sottolineando che la tutela della salute dei cittadini non può essere “una nota a piè di pagina”.
La seduta si preannuncia politicamente delicata: l’iter autorizzativo e le osservazioni di Coldiretti rappresentano un contributo fondamentale per garantire un approfondimento serio e tutelare agricoltura, ambiente e salute pubblica.
Contesto e iter amministrativo
Il progetto si inserisce nel quadro del Consiglio Provinciale di fine anno, che ha approvato:
- Il bilancio di previsione 2026–2028.
- La nota di aggiornamento al Documento Unico di Programmazione (DUP).
- La razionalizzazione delle partecipazioni pubbliche (AS2 Srl, Interporto di Rovigo; dismissione quote in Censer).
Attenzione anche a servizi pubblici rilevanti come il Trasporto Pubblico Locale e la gestione di Villa Badoer a Fratta Polesine. Inoltre, è stato rinnovato l’adesione al Sistema Bibliotecario Provinciale e confermato il supporto al Centro Francescano di Ascolto nel carcere.
Negli ultimi mesi il dibattito sugli impianti per il trattamento dei rifiuti in provincia di Rovigo si è fatto sempre più acceso. I numerosi progetti previsti sul territorio hanno acceso la mobilitazione delle associazioni ambientaliste, preoccupate per l’impatto ambientale e sociale e per il rischio che il Polesine venga progressivamente trasformato in una grande area di conferimento.