Sicurezza

Tensione a Rovigo: protesta nel carcere minorile e centro città blindato

I sindacati contestano la collocazione della struttura in pieno centro storico e denunciano la carenza di organico

Tensione a Rovigo: protesta nel carcere minorile e centro città blindato

Nella serata di sabato 11 aprile 2026, il centro storico di Rovigo è stato presidiato dalle forze dell’ordine a causa di un episodio di insubordinazione avvenuto all’interno del carcere minorile cittadino. L’evento ha coinvolto cinque detenuti ventenni, tra cui un cittadino italiano e quattro stranieri, i quali hanno manifestato una netta resistenza al rientro nelle celle. Gli agenti di polizia hanno dovuto isolare l’area circostante per prevenire criticità esterne alla struttura regionale.

Le contestazioni delle organizzazioni sindacali

I rappresentanti sindacali delle guardie carcerarie hanno espresso forti critiche riguardo alla gestione della sicurezza interna, puntando il dito contro la carenza di personale. Secondo le sigle sindacali, la decisione di posizionare un istituto penitenziario minorile in un edificio nel centro cittadino rappresenta una scelta logistica problematica. I sindacalisti sottolineano come la struttura, inaugurata da pochi mesi dopo la chiusura del precedente sito di Treviso, necessiti di un potenziamento dell’organico per gestire adeguatamente i trasferimenti recenti.

La ricostruzione della dinamica e le versioni contrastanti

Le ricostruzioni iniziali parlavano di un possibile tentativo di fuga, ma la versione ufficiale fornita dal Ministero della Giustizia smentisce l’ipotesi di evasione. Secondo le fonti ministeriali, non si è verificata una vera rivolta, bensì un atto di insubordinazione collettiva caratterizzato dal rifiuto dei giovani di rientrare nei reparti detentivi. Il Ministero ha inoltre precisato che non vi è stata alcuna colluttazione fisica e che la situazione è rientrata sotto controllo senza l’uso della forza.

Il contesto del nuovo istituto nel Polesine

I protagonisti della protesta erano giunti da poco nella struttura del Polesine, provenienti dal carcere minorile di Treviso. Questo spostamento di detenuti neomaggiorenni verso l’edificio rodigino ha sollevato dubbi sulla capacità del sito di assorbire i flussi regionali in totale sicurezza. La polemica resta aperta sulla scelta urbanistica di mantenere un presidio così delicato a ridosso delle aree frequentate dalla cittadinanza, specialmente durante le fasce orarie serali.