Il mercato cittadino di Corso del Popolo a Rovigo è diventato teatro di una serie di furti ai danni di anziani, spesso i più frequentatori del posto Gli episodi più recenti si sono verificati tra il 10 e l’11 marzo 2026, coinvolgendo diversi pensionati a cui è stato sottratto il portafogli con estrema destrezza.
Le vittime si sono accorte dell’ammanco solo al momento di pagare in cassa o una volta rientrate a casa, dopo essere state avvicinate da ignoti tra le corsie e le bancarelle del centro.
Le dinamiche dei furti tra le bancarelle del Corso
Le modalità d’azione dei malviventi seguono schemi precisi per annullare la soglia di attenzione dei frequentatori del mercato. I colpi avvengono principalmente attraverso la tecnica della distrazione: un complice ferma la vittima con il pretesto di chiedere un’informazione o simulando un urto accidentale, mentre il secondo operatore agisce sulla borsa o nelle tasche del cappotto.
In altri casi, i borseggiatori monitorano i soggetti più in là con gli anni durante le operazioni di pagamento, individuando la posizione del portafogli per poi colpire nei momenti di maggiore calca. La rapidità dell’esecuzione permette ai responsabili di allontanarsi verso le vie limitrofe prima che il furto venga scoperto.
Protocolli di difesa e consigli della Pubblica Sicurezza
Per contrastare l’escalation, la Polizia di Stato e i Carabinieri hanno intensificato i pattugliamenti, effettuando arresti in flagranza e denunce. Per la prevenzione dei borseggi, si raccomanda di non lasciare mai la borsa sul carrello della spesa e di preferire modelli con chiusura a zip. Per quanto riguarda la sicurezza domestica, è fondamentale non aprire agli sconosciuti e ricordare che nessun ente pubblico invia personale per riscuotere contanti a domicilio.
In caso di chiamate sospette, la procedura corretta è riagganciare immediatamente e comporre il 112 da un apparecchio differente o dopo essersi accertati che la linea sia libera. “Andate a zappare” è stata la risposta decisa della figlia di una potenziale vittima a un truffatore con accento campano, a dimostrazione che la diffidenza e la prontezza verbale restano strumenti di difesa essenziali contro questi professionisti del crimine.