La gestione dei rifiuti urbani continua a incidere sui bilanci delle famiglie italiane. Nel 2025 la Tari, la tassa comunale sui rifiuti, registra aumenti in molte aree del Paese e conferma forti differenze tra città. A evidenziarlo è un report della Uil che analizza l’andamento delle tariffe dal 2020 al 2025, mettendo in luce costi medi, rincari e criticità del sistema.
Quanto costa la Tari nel 2025
Secondo lo studio, nel 2025 il costo medio nazionale della Tari per un nucleo di quattro componenti che vive in un’abitazione di 80 metri quadrati si attesta intorno ai 350 euro l’anno.
Il dato medio, però, non riflette la situazione reale di molte città, dove la spesa supera ampiamente questa soglia e raggiunge livelli più elevati rispetto al resto del Paese.
In cima alla classifica dei costi figura Pisa, con una tariffa media di 650 euro annui per la famiglia tipo presa come riferimento. Si tratta del valore più alto registrato a livello nazionale nel 2025.
Il divario con la media nazionale supera quindi i 300 euro, quasi il doppio rispetto al dato medio.
Dove gli aumenti sono stati più forti
Oltre alle tariffe già elevate, diverse amministrazioni comunali hanno applicato incrementi significativi rispetto all’anno precedente. La Uil segnala in particolare questi aumenti percentuali:
- Treviso: +16,02%
- Siena: +13,54%
- Verbania: +11,58%
- Salerno: +11,47%
- Ravenna: +11,09%
- Macerata: +10,31%
- Lecco: +9,99%
- Livorno: +9,93%
- Pisa: +9,32%
- Palermo: +8,25%
Si tratta di variazioni che incidono direttamente sulle spese domestiche e che, in alcuni casi, si sommano a costi già superiori alla media.
Rovigo è la città più cara del Veneto
L’analisi dei dati evidenzia come il comune di Rovigo occupi la prima posizione in regione per onerosità del tributo, distaccando Venezia (385 euro) e Treviso (305 euro). Rispetto ai 407 euro versati nel 2024, l’incremento percentuale per i contribuenti polesani è stato dell’1,87%. Tale variazione appare contenuta se confrontata con il balzo avvenuto tra il 2022 e il 2023, quando la tariffa era passata da 253 euro a 409 euro.
A livello nazionale, Rovigo si colloca in una fascia di costo alta, pur rimanendo distante dai 650 euro di Pisa. Al contrario, Belluno si conferma il capoluogo veneto meno gravoso con 204 euro medi annui. Il calcolo della tariffa per le utenze domestiche include una quota fissa sulla superficie, una quota variabile sul numero degli occupanti e il tributo provinciale ambientale (TEFA) fino al 5%.
L’andamento della TARI a Rovigo negli ultimi sei anni mostra fluttuazioni significative. Nel 2020 l’importo era di 259 euro, sceso a 199 euro nel 2021 per poi risalire progressivamente. La stabilità registrata tra il 2023 (409 euro) e il 2025 (414 euro) conferma il consolidamento del carico fiscale su livelli elevati per le famiglie locali.
La classifica veneta:
| Città | 2020 | 2021 | 2022 | 2023 | 2024 | 2025 | Var. % 24-25 |
| Rovigo | 259 | 199 | 253 | 409 | 407 | 414 | =+1,87% |
| Venezia | 304 | 320 | 332 | 344 | 364 | 385 | =+5,66% |
| Treviso | 248 | 252 | 263 | 263 | 263 | 305 | =+16,02% |
| Padova | 231 | 226 | 240 | 249 | 255 | 277 | =+8,70% |
| Vicenza | 212 | 213 | 213 | 213 | 245 | 260 | =+6,07% |
| Verona | 202 | 201 | 211 | 218 | 231 | 247 | =+6,71% |
| Belluno | 170 | 176 | 169 | 178 | 186 | 204 | =+9,65% |
| Media Nazionale | 306 | 314 | 326 | 331 | 338 | 350 | =+3,73% |