Il tema delle trivellazioni torna a scuotere il Polesine e approda ufficialmente in Consiglio comunale ad Adria. L’amministrazione guidata dal sindaco Massimo Barbujani si prepara a discutere e votare un atto di indirizzo che mette nero su bianco la contrarietà del Comune alla possibile ripresa delle attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi in Alto Adriatico.
Le 34 licenze che riaccendono l’allarme nel Polesine
Il documento, redatto in collaborazione con Italia Nostra Rovigo, nasce dopo la notizia dell’assegnazione, da parte del Ministero dell’Ambiente, di 34 licenze per la ricerca e lo sfruttamento di giacimenti.
Alcune di queste concessioni interesserebbero direttamente il territorio polesano, coinvolgendo i Comuni di Adria, Gavello, Villanova Marchesana, Papozze, Taglio di Po, Ariano nel Polesine e Corbola. Anche se al momento non esiste ancora un atto ufficiale che certifichi la ripartenza delle estrazioni, il livello di allerta è già alto.
Un territorio fragile che ha già pagato un prezzo altissimo
Nell’atto di indirizzo viene richiamata una pagina che il Polesine non ha mai davvero chiuso: quella delle estrazioni di gas tra gli anni Cinquanta e Sessanta, quando il territorio fu colpito da una grave subsidenza, con abbassamenti del suolo che ancora oggi condizionano l’equilibrio idraulico dell’area. Una ferita che, secondo Barbujani, rischia di riaprirsi proprio nel momento in cui il cambiamento climatico e l’innalzamento del livello del mare rendono tutto più instabile.