L’escalation di violenza a Rovigo, purtroppo, ha raggiunto il suo culmine nella notte tra sabato 19 e domenica 20 luglio 2025, proprio nella centrale piazza Matteotti, quando Amine Gara, 23enne tunisino, ha perso la vita a seguito di una rissa, tra gruppi di pakistani e tunisini, in cui sono stati usati coltelli e cocci di bottiglie rotte.
Si tratta del terzo grave accoltellamento avvenuto in città in meno di un mese, dopo quanto accaduto gli scorsi 30 giugno e 5 luglio: nel primo caso I.Q., nato in Pakistan nel 1983, in viale Trieste ha conficcato un coltello a serramanico sul fianco sinistro di K.M., nato in India nel 1975; nel secondo, invece, G.G., soggetto attualmente indagato in ipotesi accusatoria, nel corso di una lite tra più persone, ha pugnalato un 36enne albanese all’addome e alla spalla. A ciò, inoltre, si aggiunge la vicenda dell’aggressione e violenza sessuale subita da una 40enne in stazione a Rovigo, per la quale sono stati arrestati due cittadini marocchini.
Ora, a distanza di due settimane dall’episodio più recente, si è giunti alla tragedia.
Amine Gara muore accoltellato
Poco prima della mezzanotte di sabato 19 luglio 2025, infatti, nella zona dei giardini di piazza Matteotti, sotto le Torri, Amine Gara, 23enne tunisino, e un connazionale 30enne sono stati accoltellati nel corso di una lite tra due gruppi di pakistani e tunisini, nella quale sono stati utilizzati coltelli e cocci di bottiglie rotte.

Purtroppo, Amine, non ce l’ha fatta: il 23enne si è spento in ospedale, dove si trova anche il 30enne, attualmente ricoverato in gravi condizioni. Gli aggressori sono rapidamente fuggiti, ma sulle loro tracce ci sono ora gli agenti della Polizia di Stato, a cui sono state affidate le indagini.

Subito tavolo in Prefettura, la sindaca: “Rovigo non è più disposta a tacere”
Fin dalle prime ore di domenica 20 luglio 2025, la vicenda ha generato un sentimento di grande choc in tutta Rovigo, alimentando anche la paura, dovuta al fatto che questa tragedia rappresenta la coda di un periodo di gravi e violenti episodi avvenuti in città. Innanzitutto, sul gruppo Facebook “Sei di Rovigo se…“, qualcuno ha voluto lasciare un messaggio per ricordare la vittima, il giovane Amine Gara.
“Lo conoscevo. Il ragazzo che è morto. Era educato, silenzioso. Provava persino imbarazzo a salutarti. Una volta mi ha aiutata a portare la spesa di Aldi fino a casa, senza dire una parola di troppo. Mi salutava sempre con un sorriso timido, gentile, rispettoso. Non mi ha mai importunata, mai mancato di rispetto, mai fatto nulla che lasciasse immaginare un epilogo del genere.
E ora leggo che è lui il ragazzo morto. Amine Gara… Accoltellato. Come se la vita valesse niente. Mi si spezza il cuore. Non so cosa sia successo davvero, non so chi abbia fatto cosa. So solo che un ragazzo buono, per come l’ho conosciuto io, non c’è più. E questo fa male. Fa paura. Fa rabbia. Rovigo non può diventare un posto dove si muore così. Non è giusto. Non per lui. Non per nessuno”.
Le prime parole di condanna dell’accaduto, invece, sono arrivate dalla sindaca di Rovigo, Valeria Cittadin, che ha affidato a un post su Facebook tutto il suo rammarico e la sua rabbia:
“ROVIGO NON È PIÙ DISPOSTA A TACERE. La misura è colma. Da settimane assistiamo a episodi che offendono profondamente la nostra città. Rovigo è ferita, sconvolta, umiliata. Ora dice basta. Non resterò in silenzio. Non resterò immobile.
Come Sindaco, è mio dovere fermare questa deriva. Non possiamo accettare che Rovigo venga trascinata nel degrado, nell’illegalità, nella paura. Questa NON è Rovigo. Questo NON è il nostro volto. Lavorerò con Prefetto, Questore e Forze dell’Ordine. Ci riprenderemo le strade, le piazze, la serenità. Tornerà a regnare l’ordine. Quello vero. Quello che protegge ogni cittadino.
Basta presenze ingombranti, arroganti, fuori controllo. A Rovigo c’è posto solo per chi rispetta le regole. Chi semina paura dev’essere perquisito, controllato, allontanato. Ogni giorno. Più volte al giorno. Rovigo va liberata dalla paura”.

Il discorso della prima cittadina poi si sposta sul tema dell’accoglienza:
“Smettiamola con la narrazione tossica dei ‘buoni contro cattivi’. Accogliere non significa subire. Non c’è accoglienza per chi trasforma le nostre città in giungle senza regole. Chi esce armato, chi cerca lo scontro, NON vuole integrarsi. NON può far parte della nostra comunità. Mi spiace per la morte di un ragazzo. Ma chi esce per fare guerriglia sceglie la guerra. E in guerra si può anche morire.
La città non deve pagare per la follia di pochi. Chi ha creduto all’accoglienza senza limiti si prenda ora le sue responsabilità. Abbiamo riempito le nostre piazze di giovani senza regole, senza lavoro, senza futuro. E oggi subiamo spaccio, violenza, controllo del territorio”.
Quindi l’attacco alle sinistre:
“Dico alle sinistre: cantate Bella Ciao anche adesso. Cantatela mentre ci troviamo un nuovo invasore, frutto delle vostre politiche cieche e buoniste. È questo il risultato. Servono più agenti. Più strumenti. Più leggi. Ora. Anche la Procura è in difficoltà. Mancano uomini. Mancano risorse. Manca la possibilità concreta di reagire.
Un appello agli immigrati onesti che rispettano le nostre regole: Aiutateci. Siate alleati. Scegliete da che parte stare. Non basta più il silenzio. È il tempo del coraggio. Rovigo non si arrende. Userò ogni mezzo istituzionale e legale per riportare l’ordine.
Non ascolterò più lezioni da chi ha aperto la porta a questo disastro. Rovigo si rialza. E non farà sconti a nessuno”.
Nel pomeriggio di domenica 20 luglio 2025, infine, si è tenuto in Prefettura a Rovigo un vertice voluto dal Prefetto Franca Tancredi, durato tre ore e nel quale hanno partecipato questore, forze dell’ordine, vice sindaco Andrea Bimbatti e i rappresentanti delle due comunità coinvolte nella tragedia, quella pakistana e quella tunisina.
“Non possiamo che esprimere la paura della nostra comunità che è presente a Rovigo da più di 30 anni – ha dichiarato Lahcen Guezam, portavoce comunità mussulmana Rovigo al Tgr Veneto -. Famiglie con figli che studiano, che vanno all’università e che lavorano e che vengono infangate da questi atti criminosi”.

Durante l’incontro in Prefettura è stato deciso per un potenziamento dell’illuminazione pubblica, nel tentativo di garantire maggiore sicurezza:
“L’attenzione sull’illuminazione, con la presenza ulteriore della Polizia Locale, è certa – ha affermato Andrea Bimbatti, vicesindaco di Rovigo, al Tgr Veneto – In più ci affidiamo a quello che è l’impegno delle Istituzioni, cioè Prefettura e Questura. Ci sono molti uomini messi in campo e ce ne saranno degli altri nei prossimi giorni, per far capire che lo Stato non fa nessun passo indietro”.
“Subito misure straordinarie per ripristinare sicurezza e legalità”
“È con sgomento e profonda preoccupazione che apprendiamo dell’ennesimo, gravissimo fatto di sangue avvenuto nel pieno centro di Rovigo, dove un giovane di 23 anni ha perso la vita e un altro è rimasto gravemente ferito in una violenta rissa tra giovani stranieri, nella quale sono stati usati coltelli e cocci di bottiglia. Vicende del genere si stanno succedendo con allarmante frequenza negli ultimi tempi, scene inaccettabili in una città come Rovigo, che da sempre si contraddistingue per la sua identità civile, pacifica e rispettosa delle regole”.
Lo ha dichiarato l’assessore alla Sicurezza e al Territorio della Regione del Veneto, Cristiano Corazzari, commentando il fatto di cronaca avvenuto poco prima della mezzanotte di ieri nel centro del capoluogo polesano.
“Non possiamo più tollerare questa deriva. Ringrazio ed esprimo il pieno sostegno alle forze dell’ordine, che vanno anche messe nelle condizioni di operare al meglio e, quindi, potenziate. È evidente che serve un cambio di passo immediato – ha aggiunto Corazzari – con l’adozione di misure rigorose e straordinarie di prevenzione, contrasto e repressione nei confronti dei fenomeni criminosi.
Prima di tutto, vanno tutelate le persone oneste che vivono, lavorano e amano questa città. Rovigo è aperta, accogliente, ma non può e non deve diventare ostaggio di chi delinque e semina paura.
Siamo già in contatto con il Prefetto e con il Sindaco – ha proseguito l’Assessore – che hanno prontamente attivato le autorità competenti e avviato una riunione d’urgenza con le forze dell’ordine. Nei prossimi giorni si terrà un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Chiederemo misure straordinarie: istituzione di zone rosse, controlli preventivi serrati, presenza costante delle forze dell’ordine e, se necessario, il supporto dell’esercito”.
“Non è ammissibile che nel centro cittadino circolino persone armate. Serve severità nella punizione dei colpevoli, ma anche fermezza nel contrastare l’immigrazione clandestina e quei flussi migratori che portano degrado e insicurezza. L’accoglienza va bene, ma chi delinque deve essere espulso. Su questo saremo inflessibili” ha concluso Corazzari.