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Fino a giugno 2022

Il Cashback rimane: "Aumenta i consumi e ha fatto già iscrivere 8 milioni di cittadini a Spid"

Avanti col rimborso del 10% per i pagamenti effettuati con moneta elettronica.

Il Cashback rimane: "Aumenta i consumi e ha fatto già iscrivere 8 milioni di cittadini a Spid"
08 Aprile 2021 ore 14:56

Il Cashback rimane. La misura introdotta dal Governo Conte a fine 2020 per premiare gli acquisti elettronici, combattendo l’evasione fiscale e favorendo la digitalizzazione, non viene fermata: il Governo Draghi ha deciso che resta valida fino al giugno 2022.

Avanti dunque col rimborso del 10% per i pagamenti effettuati con moneta elettronica, che ha portato a un aumento dei consumi e incentivato 8 milioni di cittadini a iscriversi allo Spid, Sistema pubblico identità digitale, fra le chiavi dell’amministrazione pubblica del futuro

L’unica cosa ancora da aggiustare è il problema dei “furbetti” (ne abbiamo scritto molte volte) che frazionano i pagamenti in micro transazioni mirando al Super Cashback (le 100mila persone che avranno fatto più transazioni ogni semestre riceveranno un bonifico da 1.500 euro), ma una correzione dovrebbe giungere a breve.

Il Cashback rimane fino al giugno 2022

Il Governo si impegna “ad approfondire il monitoraggio del programma” di rimborso sugli acquisti con pagamenti elettronici anche al fine di adottare eventuali provvedimenti correttivi.

Fra i più convinti difensori della misura il viceministro all’Economia Laura Castelli (M5S) che ha chiarito:

23 sono i miliardi che si stimano in termini di maggiori consumi nel biennio, sulla base dei numeri prodotti da quando esiste il Cashback.

Nove, invece, i miliardi previsti di maggiore gettito da oggi al 2025.

È una misura che si autofinanzia. Il Cashback va visto come formula innovativa di incentivazione.

Aderire al Cashback ha spinto ben 8 milioni di cittadini (in soli 3 mesi) ad attivare Spid, che rappresenterà sempre di più la chiave per accedere a tutti i servizi della Pubblica amministrazione”.


Respinta la richiesta di abolizione

Proprio oggi, giovedì 8 aprile 2021, in Senato è stata respinta una mozione presentata dalla minoranza Fratelli d’Italia. In seno alla variegata maggioranza, da un lato dell’emiciclo, Pd, M5S e Leu hanno votato contro la richiesta di sospensione del programma, dall’altro Forza Italia, Lega e Iv si sono astenute.

FdI aveva proposto di sospendere il piano Cashback e destinare le somme a disposizione per sostenere la ripresa delle categorie commerciali più colpite dalle misure anti Covid.

“In piena pandemia l’Italia butterà 5 miliardi di euro per la lotta al contante e la lotteria degli scontrini invece di destinare quelle risorse per salvare aziende in crisi e posti di lavoro a rischio”, così Giorgia Meloni, ma nel suo intervento Castelli ha chiarito che la misura dovrebbe autofinanziarsi.

Come funziona il Piano Cashless 2021

Il Cashback di Natale partito l’8 dicembre e conclusosi al 31 dicembre 2020 era stato un anticipo di un piano nazionale più ambizioso, il cosiddetto Piano Italia Cashless, che durerà per tutto il 2021 e fino alla fine di giugno 2022.

Già dal 1 dicembre 2020, è online il sito Cashlessitalia.it, dove viene spiegato come accedere a tutti i sistemi premianti dei pagamenti digitali. Per usufruire del cashback è necessario iscriversi sulla nuova APP governativa chiamata IO (registrandosi e inserendo l’IBAN sul quale ricevere i rimborsi), a cui accedere tramite Spid.

Attenzione: non sono inclusi nel cashback gli acquisti effettuati online. Vengono considerati solo i pagamenti elettronici presso i negozi fisici.

Il programma è strutturato in tre fasi:

1° gennaio-30 giugno 2021;
1° luglio-31 dicembre 2021;
1° gennaio-30 giugno 2022.

In ciascuna fase il tetto massimo di rimborso sarà 1500 euro.

Tutti i passaggi da compiere

Chi ha partecipato al Cashback di Natale non deve fare niente: è già automaticamente iscritto.

Per iscriversi ex novo invece bisogna:

  • dotarsi di Spid (sistema pubblico identità digitale) oppure una Cie (Carta d’identità elettronica), che può essere rilasciata dal Comune di appartenenza
  • scaricare la App Io, applicazione dei servizi pubblici (già in precedenza utilizzata per pagamenti con PagoPa e per il Bonus vacanze) e inserire gli estremi delle proprie carte di credito e bancomat, seguiti da codice IBAN del conto dove si desidera ricevere il rimborso.
  • Per chi non avesse lo Spid, oltre a munirsene, c’è un’altra possibilità: chi ha carte del circuito Nexi o utilizza come metodi di pagamento virtuali Satispay, Hype e Yap può registrarsi senza Spid e senza app IO.
    A gennaio sono state aggiunte tra le modalità di pagamento accettate anche Apple Pay e Google Pay.
  • Per i clienti di Poste Italiane, l’iscrizione può essere effettuata dall’App delle Poste, anche senza scaricare la app governativa IO (che però vi servirà per controllare lo stato dei vostri rimborsi)

Nella fase operativa:

  • occorre un minimo di 50 pagamenti con carte e bancomat in un negozio fisico;
  • per ogni singolo pagamento sarà rimborsato il 10% entro un tetto massimo di 150 euro (per una cifra di spesa maggiore, insomma, vi saranno rimborsati comunque non più di 15 euro);
  • allo stesso modo, i pagamenti cumulati saranno rimborsati entro un tetto massimo di 1500 euro.

I “furbetti del Super Cashback”

Sull’app IO inoltre dovrebbe apparire la classifica del Super Cashback, un programma ulteriore dell’iniziativa Cashback in base al quale le 100mila persone che avranno fatto più transazioni ogni semestre riceveranno un bonifico da 1.500 euro. Per rientrare nei primi centomila conta esclusivamente il numero di transazioni, non la quantità di denaro spesa. Sull’app sarà possibile vedere il proprio posto in classifica.

Ed è così che fioriscono i furbetti… Pagamenti frazionati, insomma, per accumulare più transazioni e scalare la classifica per il “superpremio”. Gli esercenti più penalizzati, e in particolare i benzinai riuniti nella FIGISC (Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti) avevano chiesto nei mesi scorsi di inserire una stretta alla misura. Una strategia che, per quanto non vietata, sta mettendo in difficoltà i principali “bersagli” dei “frazionatori seriali”, i benzinai. Da loro infatti è più facile accumulare scontrini di un euro o poco più (qualcuno anche meno, ignorando che non viene conteggiato) approfittando del self service.

Anche il nostro circuito editoriale aveva dedicato spazio al fenomeno dei furbetti.

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